Che l’uomo sia affascinato da questo miraggio è cosa nota ma non necessariamente sufficiente ad immunizzarci.

E poi, riflettendoci bene, perché non assecondare questo suadente bisogno, che ci fa sentire al sicuro, protetti, quasi avvolti nel nostro bozzolo, nel nostro continuare ad essere esattamente quello che siamo, ovviamente con velleità che siano gli altri a dover cambiare.
È questo che vede prolificare motti come: “tu puoi se vuoi” con l’aggiunta però del “senza sforzo”.
Ed ecco che quell’appendice rende appetibile qualcosa che vedrebbe nella prima parte del motto, una certa esitazione, resistenza, persino una dose di angosciosa titubanza e dubbio nel chiedersi: “già… ma cosa voglio?” ed invece, ad un tratto, quasi per magia, tutto ritorna semplice, l’angoscia del non sapere lascia improvvisamente il posto alla certezza del voler osare, tanto è… “senza sforzo “.
Quella sola aggiunta rende audaci, pronti, quasi impazienti di iniziare, coloro che fino ad un attimo prima si sentivano apatici, abulici, demotivati.
È la vittoria di chi ha consegnato la propria volontà a qualcos’altro o a qualcun altro e sa che potrà rimanere sempre uguale a sé stesso, a dispetto delle apparenze…
Consulente in Discipline Olistiche
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